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la geopolitica vista dal basso
Ci vediamo al solito posto

Il solito posto

Sala Civica Madonna di Campagna
Lunedì 30 marzo · ore 20.45
I luoghi della memoria
e delle relazioni smarrite

Il progetto concreto di Azione Comunitaria

sintesi

Quando i luoghi di incontro scompaiono, anche la salute mentale collettiva si indebolisce.

Le città cambiano più velocemente di quanto crediamo: edifici che mutano funzione, economie che si spostano, flussi di persone che ridisegnano i quartieri. Ma il vero dramma urbano è spesso invisibile: la scomparsa dei “soliti posti”, quei luoghi che per decenni hanno intrecciato lavoro, relazioni, memoria e vita quotidiana.

  • Nelle campagne erano le corti aperte a tutti.
  • Nei borghi, le botteghe del pane e del vino.
  • Nei quartieri operai, fabbriche, officine, dopolavoro e sale civiche.

Non serviva un’iscrizione: bastava tornarci, riconoscere i volti, scambiare due parole. Così nasceva la vita comunitaria.

Quella carezza della sera – New Trolls
Perchè un luogo diventa casa quando qualcuno riconosce il tuo ritorno

Oggi molti di questi luoghi deperiscono, svaniscono o restano sospesi tra abbandono e trasformazione. Prendiamo la zona est di Verona:

•*Ex depositi ferroviari di Porta Vescovo (Adige Docks): da hub di lavoro a spazio indefinito, spesso percepito come lontano dalla vita quotidiana dei cittadini e fonte di preoccupazione per la sicurezza.

•*Ex Lanificio Tiberghien: abbattimenti e archeologia industriale nel degrado, segnata da sgomberi ricorrenti.

•*Ex stabilimento Mondadori: migliaia di posti di lavoro perduti e un vortice economico che ha trascinato con sé imprese, lavoro e reddito. nella zona est.

•*Corte storica di Ca’ del Bue: recuperata, ma ancora isolata rispetto al tessuto urbano circostante, avulsa alla sua storia e alla prossimità.

Non è solo una questione urbanistica. È una questione civica.

Quando questi luoghi diventano soltanto asset immobiliari o spazi chiusi alla città, periferie e quartieri perdono infrastrutture sociali essenziali.

Le periferie non sono “caricabatterie” del centro: ignorarlo significa impoverire l’intero territorio.

Ma proprio nei luoghi che cambiano può nascere qualcosa di nuovo.

I luoghi e i processi di trasformazione generano comunità.

Non comunità identitarie o di appartenenza simbolica. Non Heimat, tifoserie o appartenenze religiose.

La comunità nasce da bisogni condivisi, da incontri che si ripetono, da persone diverse che tornano negli stessi spazi perché lì trovano relazioni, risorse e possibilità.

Perché a una comunità non ci si iscrive.
Si abita.


Il progetto:

“Il solito posto” è la proposta concreta di Azione Comunitaria: un percorso in quattro passi per riconnettere luoghi, persone e istituzioni.

1. Mappatura partecipata
Raccoglieremo storie, immagini e testimonianze dei cittadini su 5–10 “soliti posti” contigui (Adige Docks, Tiberghien, Mondadori e altri).

2. Incontri diffusi
Organizzeremo tavole rotonde nei quartieri con residenti, urbanisti e realtà locali.

Primo incontro
📍 Sala civica di Madonna di Campagna (luogo da confermare)
📅 Lunedì 30 marzo
🕣 Ore 20:30

Parteciperà Daniele Madella:
Pianificatore Territoriale / Urbanista, membro della Commissione Locale per il Paesaggio del Comune di Verona.

3. Avamposti comunitari
Proporremo presidi civici flessibili negli spazi in trasformazione: luoghi accessibili e gestiti da gruppi di lavoro aperti, con usi misti (coworking, laboratori, incontri, attività sociali) e memoria dei luoghi conservata e raccontata.

Non devono essere grandi o ipertecnologici: devono semplicemente esistere.

4. Azioni istituzionali
Petizioni per l’accesso ai dati pubblici e apertura di tavoli con Comune e Regione, con l’obiettivo di costruire una rete urbana di spazi civici entro il 2027, anche attraverso i fondi di rigenerazione.

Le istituzioni organizzano servizi e risorse.
Le comunità nascono quando le persone abitano insieme spazi e pratiche.

Il primo passo è incontrarsi.

Al solito posto.

#AzioneComunitaria #SolitoPostoVerona

 
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