Fare una cosa, per un tempo dato, con chi ci sta
Un dispositivo leggero per agire, incontrare, ascoltare
Officina 63 è un fenomeno temporaneo di azione e relazione. Nasce per mettere i piedi a terra (boots on the ground), fare qualcosa di concreto e poi, quando tutto è compiuto, salutarsi.
Non è un’associazione, non produce appartenenza, non costruisce identità. È un’officina: apre quando c’è da lavorare, chiude quando il lavoro è finito.
- Temporaneità: i cantieri nascono per un tempo dato, senza continuità obbligata.
- Non appartenenza: si partecipa senza aderire, si cammina insieme senza diventare “dentro”.
- Azione: fare precede spiegare, l’esperienza viene prima del metodo.
- Ascolto: l’incontro con persone, culture e percorsi diversi è parte del lavoro.
Chi si avvicina a un Cantiere non è chiamato ad affermare appartenenze o ideologie, ma ad aderire al progetto e a sostenerlo in prima persona, per il tempo che durerà.
Officina 63 è ispirata da Azione Comunitaria, da cui assume uno sguardo etico e una cura per le relazioni. Quando però agisce fuori, lo fa senza chiedere coperture o rappresentanza: chi partecipa si assume direttamente il rischio e la responsabilità dell’incontro.
ℹ️ Officina 63 esiste perché la ricerca abbia spazio, anche quando è fragile o contraddittoria. Alcune storie non si custodiscono: si attraversano.



