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Mobilità · Comunità · Partecipazione

Tutte le strade portano in centro. E poi?

Dai disordini in piazza ai percorsi quotidiani di chi resta fuori.

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Locandina

Incontro online su Jitsi Meet, organizzato da Azione Comunitaria.

Tutte le strade portano in centro. E poi?

Lorenzo Didonè — consigliere comunale di Verona e vicepresidente della 3ª Commissione consiliare.

Rita Andriani — presidente della 6ª Circoscrizione del Comune di Verona.

Intervista Mauro Tedeschi, blogger e analista di sistemi complessi.

Iscritti ed ex iscritti riceveranno il link via email. Gli altri possono richiederlo con il pulsante in fondo. Accesso con anticamera.

Quando una piazza esplode, le immagini distribuiscono subito le parti: da un lato l’ordine, dall’altro i violenti. Chi aggredisce o devasta risponde delle proprie azioni, nessuna giustificazione, ma se si guarda ai luoghi marginali a quelle che Papa Francesco definiva "Periferie Esistenziali" qualche pensiero meno banale può emergere. Un quartiere si qualifica anche grazie alla qualità dei suoi percorsi di cura, con quello che potremmo definire il suo sistema circolatorio.

“Percorsi di cura” sono l’insieme dei luoghi, dei servizi, delle relazioni e delle iniziative che contribuiscono al benessere delle persone e della comunità e i tracciati che li interconnettono generando relazioni.

Il concetto di cura, quindi, può essere inteso in senso ampio: non soltanto cura sanitaria, ma anche cura sociale, educativa, relazionale, ambientale e dello spazio urbano.

Dunque non parliamo di logistica ma della nostra matassa quotidiana da sbrogliare: una scuola, un turno di lavoro, un familiare da assistere. Destinazioni sparse, orari incompatibili. Per qualcuno basta un taxi. Per altri un autobus saltato significa già dover rinunciare a qualcosa.

Il filo del ragionamento

Se le opportunità devono essere raggiungibili, e la possibilità di raggiungerle è distribuita in modo diseguale, anche le opportunità lo sono.

Il quartiere dei “perdenti” prende forma anche attraverso ostacoli quotidiani che finiscono per sembrare un destino.

Strade, marciapiedi e piste ciclabili sono entità politiche a pieno titolo. Distribuiscono tempo, accesso, autonomia. Un attraversamento decide se un anziano può uscire da solo. Un percorso sicuro cambia la libertà di un bambino e di chi lo accompagna. Una rete rivolta soltanto al centro lascia scoperte le vite che si svolgono tra molti luoghi.

L'asfalto rende durevoli
le priorità di chi decide.

La politica arriva in periferia molto prima delle ruspe: quando collega due luoghi oppure li separa.

Prima di chiedere perché qualcuno rompe la città, chiediamoci anche come la città tratta tutti quelli che provano ad abitarla e non rompono niente, ma fanno fatica a praticarla.

E tu? Porta la tua matassa.

Un tragitto impossibile, una coincidenza che salta, una giornata a incastro.
Il 26 ottobre partiamo da qui: dalla tua esperienza.

Richiedi il link per partecipare

Lunedì 26 ottobre · ore 20.30 · Jitsi Meet
Accesso con anticamera.

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